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Franciacorta Rosè: produzione e abbinamenti

Cena festa della donna franciacorta la montina

Si credeva – e forse qualcuno lo crede ancora – che il vino rosé fosse proprio di un gusto tipicamente femminile.

Niente di più sbagliato e il suo successo, anche internazionale, lo conferma. Tanto che ormai, il quarto venerdì di giugno, è dedicato proprio a questo vino: si festeggia l’International Rosé Wine Day.

Ma cos’è esattamente un vino rosé?

Primo e fondamentale punto da cui partire: non è un vitigno, un tipo d’uva, né soprattutto è in alcun modo una miscela di vino rosso e bianco!

È un metodo particolare di vinificare, che permette di ottenere l’inconfondibile colore in tutte le sue sfumature.

Il vino rosé può nascere da soli vitigni a bacca rossa o da un insieme di uve bianche e rosse.

La prima fase della lavorazione, dopo la vendemmia, consiste nella pigiatura e macerazione del mosto d’uva, in cui, a differenza di quanto avviene per la produzione dei vini rossi, il contatto con le bucce e i vinaccioli (i semi) dura dalle 24 alle 48 ore al massimo, in base all’aromaticità che si intende ottenere e in funzione della tipologia e colore dell’uva.

In questo modo il mosto assorbe soltanto parzialmente le sostanze di cui si compongono le bucce d’uva, come tannini, antociani e altre componenti aromatiche, assumendo così il caratteristico colore rosato ma anche la fragranza che contraddistingue questa tipologia di vino.

La fase successiva della produzione del vino rosato segue, invece, i passaggi tipici della vinificazione in bianco (per questo si parla di uve rosse vinificate in bianco): è il momento della fermentazione in vasche di acciaio, durante la quale gli zuccheri della frutta verranno trasformati in alcool.

A questo punto i vini rosé vengono imbottigliati.

I colori di un rosato possono coprire tutte le tonalità, dal rosa cipria al corallo, dal rosa salmone al pompelmo e albicocca. E, a proposito di frutti, le caratteristiche olfattive spesso ne hanno tanta traccia: sentori di ciliegia o tratti agrumati che richiamano la scorza d’arancia, ma anche i frutti di bosco.

Al palato sono freschi, grazie al pochissimo tannino non risultano troppo corposi o complessi, mentre le note saline e minerali li rendono particolarmente rinfrescanti.

E per quanto riguarda i Franciacorta?

La procedura di produzione del Rosé segue in tutto il Metodo Classico: la raccolta delle uve che avviene a mano in cassetta, così che si possano selezionare soltanto i grappoli migliori (di Pinot Nero, Chardonnay o anche Pinot Bianco ed Erbamat), la pigiatura soffice e la spremitura, in modo da ricavare il mosto. Quindi il tiraggio per la prima fermentazione, e la rifermentazione in bottiglia. La sua durata varia a seconda del tipo di Rosé: si va dai 24 mesi per quello non millesimato ad almeno 60 mesi per il Riserva.

La produzione del Rosé Franciacorta termina con la sboccatura, che consiste nella rimozione del tappo della bottiglia e nell’aggiunta di un misto di zucchero e vino base. In questo modo si stabilisce il dosaggio dello spumante: Brut, Dry, Extra Brut, Extra Dry o Demi Sec.

I nostri due Rosé sono due fiori all’occhiello di La Montina: delicati e intensi allo stesso tempo, affinati entrambi in bottiglia per almeno 26 mesi, sono un ottimo accompagnamento per molti piatti.

Il Franciacorta La Montina Rosé Extra Brut, prodotto con l’85% di uve di Pinot Nero e Chardonnay per il restante 15%, con il suo residuo zuccherino di soli 3-4 gr/l, è un vino pieno con spiccati sentori di frutti di bosco, ideale come aperitivo, ma soprattutto con salumi, carni grigliate, formaggi erborinati o stagionati, come il Grana Padano.

Una piccola chicca della nostra cantina è il Franciacorta La Montina Rosé Demi Sec che, con il suo 60% di Pinot Nero e il 40% di Chardonnay, oltre che con un residuo zuccherino di 33-34 gr/l, è la giusta compagnia non solo di formaggi, ma anche di dolci, creme e frutta.