arte in Franciacorta La Montina - Malè

23 febbraio – 31 luglio 2019
Tenute La Montina di Monticelli Brusati in Franciacorta

A-frique
Viaggio nella freschezza dell’incontaminato

In mostra le opere dell’artista mozambicano Antonio Alberto Malendze
in arte Malé, tra i più importanti e eccentrici artisti africani

“A-frique”: questo il titolo dell’affascinante e inconsueta mostra dedicata all’arte africana che sarà ospitata dal 23 febbraio al 31 luglio 2019 nella Galleria d’arte contemporanea delle Tenute La Montina di Monticelli Brusati (Bs), storica azienda vitivinicola della Franciacorta. Curata dall’Associazione culturale Africanartgate, è la narrazione del recente decennio artistico di uno tra i più importanti e eccentrici artisti africani, il mozambicano Alberto Malendze in arte Malé. In mostra, una straordinaria selezione di suoi dipinti, che sveleranno al visitatore la magia e la complessità di un’arte primitiva nell’accezione più nobile del termine.

Malè - mostra a La Montina

Descrivere l’arte africana oggi è un compito difficile. Della vasta produzione di questo continente, degli artisti, molto è stato detto e ancora troppo poco è stato scritto. Raccontare un cammino profondo di storia e cultura, liberandosi dalla visione occidentale, che inevitabilmente impressiona il nostro sguardo, implica il primo luogo il sapersi spogliare dalle lenti con cui siamo soliti guardare il mondo.

 

Malè si inserisce nel contesto contemporaneo con opere dall’elevata valenza umana ed espressiva, legate ad un intimo significato esistenziale. Le sue figure sono generate da una straordinaria sensibilità e da una ricerca stilistica connotata da autentici e profondi valori, i cui contenuti si caratterizzano per le suggestive immagini simboliche, che vanno ricercate ed interpretate nelle anse della sua sorprendente pittura.

Il mondo di Malè racchiude l’universo del suo Mozambico e non solo, perché nella poetica narrazione, che trae linfa dalle radici delle sue origini, si svelano intessuti tra le trame del colore, i vissuti umani universali, che trattengono il senso metaforico dell’essenza dell’esistenza, dei rapporti relazionali, dei richiami alle tradizioni (che emergono altresì nelle rievocazioni di feste e musica), nel rispetto dell’altro, nell’elemento dell’acqua come fonte  vitale, che racchiude il messaggio di buon auspicio per la prosperità del villaggio, incarnato nei peculiari “uomini goccia”.

Innumerevoli sono i simboli che si dipanano nei suoi quadri tra forme e colori.

L’otre, le cui rotondità richiamano il ventre materno, implica il concetto della fertilità e della prosperità, il recipiente rivolto verso l’alto ha il compito di ricevere un dono, come quello della pioggia che rievoca abbondanza: l’acqua è il bene prezioso per il benessere della comunità.

Persone danzanti e suonatori rammentano il profondo significato della musica popolare. La magia della musica emerge dalle opere di Malè, dove canti, suoni, tradizioni, diventano vibrante armonia, che si esplica nelle note delle intense pennellate.

Musica che in alcune tele rappresenta la cura del corpo e dell’anima, la capacità di accrescere la vitalità individuale e collettiva, la celebrazione di una nascita o l’accompagnamento nella morte, l’impulso al risveglio interiore e la possibilità di contribuire alla guarigione.

Spesso compare il disegno del piede, dalle fattezze arcaiche, che indica stabilità o precarietà a seconda della posizione in cui è situato. Mentre il saluto, evidente nelle mani protese verso l’alto dei soggetti raffigurati, indica un segno di gratitudine per gli eventi quotidiani o per i momenti spirituali.

L’Anziano, a cui Malè dedica tutto il suo rispetto, è la personificazione della Saggezza in quanto per molte società mozambicane è portatore di saperi antichi, tramandati oralmente: un’enciclopedia vivente.  Le opere di Malè ritraggono e trattengono un mondo: la famiglia, la cultura, il folklore, la società, le origini, ma anche il triste e drammatico emigrare dal proprio amato paese.

In alcune scene l’artista focalizza la sua attenzione sui valori comunitari, che riguardano il concetto della famiglia come centralità del nucleo umano in cui si sviluppano i presupposti della condivisione e del rispetto per l’altro. La comprensione e l’ascolto sono aspetti fondamentali della sua ricerca estetica ed etica: emergono come rapporto dialogico tra gli individui, nel convivere della comunità, nelle persone del villaggio che si riuniscono nel rispettoso silenzio accanto all’anziano portatore di saggezza che tramanda con la sua voce gli insegnamenti non scritti.

Il parto o la gravidanza compaiono con straordinaria potenza espressiva nelle raffigurazioni e sono connessi ai cicli della natura e dell’esistenza che si rinnovano perpetuamente: l’archetipo della Vita/Morte/Vita.

 

L’ estetica di Malè potrebbe definirsi “surrealismo simbolico materico”, per la sua peculiare capacità di strutturare materiali di riciclo e pigmenti miscelati alla terra, alla sabbia e agli scarti del legno. Le ardue condizioni di vita, soprattutto all’inizio della sua carriera, l’hanno costretto a dipingere su tele di recupero, cucite insieme con una perizia sbalordiva, quasi fossero tasselli di ricordi. Supporti poveri e consunti che rinascono a nuova vita nell’originalità della sua arte. I cromatismi divengono innovativi elementi che si condensano come strati di pensiero, perché come egli stesso sottolinea: «La ricchezza nell’essere povero sta nel poter dipingere valori puri». Purezza che dona un’ulteriore dimensione di spiritualità e diviene immanenza nell’incontro con la tensione umana ed emotiva.  Una pittura carica di potenza scultorea, svelata dalla corposità e pienezza della materia che si fa dialogo nella capacità di rievocare la realtà terrena e nella finalità umana del costruire, pigmento su pigmento, quel mondo gravido di valori.

Un tempo il poeta e teorico André Breton (a sua volta influenzato da Freud) aveva dato impulso alla pittura surrealista sottolineando l’importanza del sogno e dell’inconscio, Malè crea tele ed ambienti carichi di speranza e ci dice che la dimensione del sogno è un orizzonte possibile, insegnando che si possono ancora contemplare con stupore l’uomo ed il suo mondo.

 

LA MOSTRA-ISTRUZIONI PER L’USO

Titolo: A-frique

Luogo: Tenute La Montina – Via Baiana 17, 25040 Monticelli Brusati (BS)

Inaugurazione: 23 febbraio 2019

Date: 23 febbraio – 31 luglio 2019

Orario: Su prenotazione

Informazioni: tel. 030 653278 – comunicazione@lamontina.itwww.lamontina.com



Le Tenute La Montina di Monticelli Brusati sono fra le aziende storiche della Franciacorta. Le vigne aziendali sviluppano su di una superficie vitata di circa 72 ettari, dislocati in 7 Comuni della Franciacorta. Vigneti, con giacitura preminentemente collinare, impiantati su terreni calcarei e limo-argillosi con una resa circa di 100 quintali per ettaro con densità di 5.400/7.000 ceppi per ettaro. La cantina si estende per 7.450 m² sotterranei, il che garantisce tutto l’anno la minore escursione termica possibile (attorno ai 13°- 16°) e condizione ottimale per la giusta maturazione dei Franciacorta. La produzione media è di 380.000 bottiglie annue. Sito internet: www.lamontina.com
Distributore nazionale La Montina: F.lli Rinaldi Importatori S.p.A.  www.rinaldi.biz.


AfricanArtGate è un’associazione composta da un gruppo di amici e di appassionati di arte la quale ha come obiettivo il progresso dell’uomo attraverso l’arte africana e la realizzazione di progetti di sviluppo in Mozambico.
La sua attività è iniziata nel 2012 promuovendo l’artista emergente mozambicano Antonio Alberto Malendze detto Malè (http://www.antoniomalendze.it) e realizzando esposizioni e progetti con lo scopo di sensibilizzare adulti e bambini ad i temi trattati nelle opere di Malè quali: l’acqua, la terra, la comunità ed i valori africani che la fondano.
AfricanArtGate non è arte fine a se stessa ma è arte intesa e voluta come sviluppo culturale, arte come strumento per arrivare ad i valori umani, arte come opportunità professionale e progresso dell’uomo.

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